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Michelin Power Cup 2011 - Vallelunga
Che caldo! Questa è stata sicuramente la frase più gettonata di tutto il weekend di gara, alle quattro di pomeriggio di domenica il termometro segnava 37 °C nell'aria, non abbiamo avuto neanche il coraggio di misurare la temperatura dell'asfalto. Quindi, se le premesse per la quarta tappa del Michelin Power Cup erano di gare e sfide "bollenti", sicuramente il clima ha contribuito a renderle tali. 
Venerdì
La gara di casa mette sempre una certa agitazione, tutti si aspettano allora prestazioni di alto livello, exploit incredibili come nei film. Poveretti, non sanno che in verità Vallelunga è il circuito che mi piace di meno e in cui sono andato sempre peggio...
Questa volta però sento che le cose saranno diverse: sarà quella leggera brezza che fa illudere di soggiornare amabilmente in un luogo dal clima mite, sarà per la cena a base di pesce di ieri, sarà per quello che vi pare ma so che Vallelunga non avrà il mio scalpo! 
Il primo turno di libere è all'insegna del "guidare sopra ai problemi", la temperatura altissima provoca diversi problemi a tutti i sistemi di una moto, a partire dai liquidi fino alla pressione degli pneumatici, non avendo previsto uno sconvolgimento tale non rimane che cercare di completare il turno immagazzinando più informazioni possibili per le successive regolazioni da apportare. Malgrado tutto ciò il riscontro cronometrico è molto buono, vicinissimo al mio miglior tempo assoluto su questo circuito.
Diverse modifiche di assetto e cambio di pressione per i Power One in vista del secondo turno. Risultato? Stesso tempo della mattina il che, nel mio caso, equivale a un grosso successo, considerato che solitamente il pomeriggio non riesco mai a migliorare le prestazioni precedenti. Analizzando più a fondo la situazione, l'aver ripetuto il tempo della mattina, lascia intendere che le modifiche apportate al set-up sono state nella giusta direzione, ergo: è migliorata la moto, non il pilota. 
Sabato
Obiettivo delle qualifiche è riuscire a ripetere quanto fatto il venerdì nelle libere (anche questa una cosa che non sempre mi riesce), anche in rapporto alle mutate condizioni meteo, il vento è sparito e la temperatura è aumentata nuovamente rendendo la pista molto scivolosa. Le Power One però non si sono lasciate intimorire! Lavorando sulla pressione, come fatto nelle libere, il loro comportamento è stato veramente egregio, senza manifestare grossi disagi. Ciò ha permesso così ai piloti più forti di girare in tempi record (un secondo più veloci dello scorso anno) e me di fare meta al primo colpo, stesso tempo del venerdì.
Il secondo turno di qualifiche, seppur disputato nel tardo pomeriggio, è caratterizzato da un clima sempre più torrido, il display del circuito indica 35 °C. Per quanto si possa lavorare su assetto e pressioni varie le condizioni sono quasi proibitive, al limite anche per il fisico, difatti molti piloti rinunciano a completare il turno di qualifiche dopo pochi giri, compreso il sottoscritto. In questo caso confermo quindi la regola del non miglioramente pomeridiano, regola stavolta estesa a praticamente tutti i partecipanti. .gif)
Domenica
Per domenica le previsioni del tempo prospettano un lieve rialzo della temperatura, non bastava quella raggiunta ieri??? Non ricordo chi ha detto "fortunatamente la gara è verso le quattro e mezza del pomeriggio, sicuramente farà un pochino più fresco rispetto all'ora di pranzo"... Le ultime parole famose, temperatura di 37 °C, sembra di essere su una graticola, con l'asfalto sfavillante in lontananza, manca solo di veder comparire qualche palma e dei cammelli per pensare di essere nel Sahara.
Armati di coraggio, non tanto per salire in moto quanto per infilare la tuta di pelle, accendiamo i motori e prendiamo la strada della pit-lane per disporci sulla griglia(ta ) di partenza più che mai ardenti, in tutti i sensi (non riesco a smettere di trovare doppi sensi ), di iniziare la competizione.
I minuti passano, con questo caldo sembrano interminabili, finché il direttore di gara espone il cartello dei 30 secondi. Si parte, giro di ricognizione molto veloce e tirato, in attimo di nuovo schierati e pronti per il via. Qualche problema in fasi di allineamento, la bandiera rossa che tarda ad uscire, finalmente il semaforo si accende e in pochi istanti si spegne, si parte! O meglio, gli altri partono subito, il mio cambio decide invece che la prima non è una buona marcia per partire e mi lascia al palo. Qualche pestone sulla pedivella e la marcia si innesta, partenza in impennata (ovviamente non voluta, non ho mai imparato a farle) e subito in mezzo al gruppo, sarà una gara lunga e faticosa. Qualche scaramuccia nelle prime curve, i primi prendono subito il largo, a seguire iniziano le battaglie. Fatico a prendere il ritmo, il gruppetto davanti a me si allontana, quand'ecco che un missile bianco/giallo/blu al secondo giro mi sorpassa come se stessi fermo. E' bastato un attimo per capire chi fosse e li (Giorgio non me ne volere ), come si suol dire, mi si è chiusa la vena, non posso subire un'onta del genere. Testa bassa e pedalare, cerco di forzare ancora di più nei punti in cui so di essere abbastanza veloce, la moto reagisce bene e acquisisco un po' di fiducia, cercando di raggiungere "il missile" riusciamo a recuperare terreno e ad agganciare il gruppo. E a quel punto, per una volta lasciatemi gongolare un po', con una staccata degna di Bayliss alla prima variante di Monza nel 2000, riesco a sopravanzare i due piloti avanti in un colpo solo. Inizia quindi il tour de force, devo forzare ancora di più per non farmi riprendere e per non perdere nuovamente contatto col gruppo. Ancora qualche giro e le forze iniziano a scemare, non riesco quasi a deglutire per la bocca secca, la concentrazione diminuisce e aumentano gli errori, sto cedendo di schianto, sbagli tutte le staccate e le curve. Decido di non voltarmi per non lasciarmi influenzare dalla posizione degli inseguitori, devo comunque spingere al massimo. Gli errori sono sempre di più, ormai devo solo cercare di finire la gara senza fare danni, anche il gruppetto che inseguivo ha preso il largo, cercare di stare con loro significherebbe solo aumentare la probabilità di andare per terra.
Nel deserto di Vallelunga la bandiera a scacchi è il miraggio che cercavo e che finalmente si materializza davanti ai miei occhi ponendo fine alle "sofferenze", sono riuscito a non farmi riprendere dal gruppo che avevo superato. Il giro di onore è un tributo di applausi a tutti quanti, soprattutto ai commissari di percorso che hanno passato tre giorni sotto il solleone solo per noi, a loro un ringraziamento particolare. Per gli altri la soddisfazione di aver concluso una gara difficile ma molto divertente, per me un'ulteriore sorpresa: nelle ultime tornate, sebbene pensassi di aver mollato completamente, ho effettuato invece i miei giri più veloci, forse i migliori di sempre! Vallelunga non ha avuto il mio scalpo...
Complessivamente una bella prova per il Bagadesh Racing Team: se non fosse per la scivolata in cui è incappato (fortunatamente senza grosse conseguenze fisiche) Marco Colombo nella gara della 600 sarebbe stato un weekend completamente positivo, a lui comunque vanno i complimenti per il grosso passo in avanti fatto nei tre giorni, lo aspettiamo in forma e ancora più competitivo all'ultima gara. Non da meno, sempre nella 600, Settimio Casamatta che chiude la gara in 14esima posizione assoluta e ottavo nella categoria Semistok, migliore prestazione stagionale!
Nella 1000 invece si distingue Mirko Cascapera che in gara non riesce a ripetere i tempi fatti in prova ma si classifica comunque nei primi 20 (al suo primo anno agonistico) come il sottoscritto. Subito dietro il presidente Tony "Bagadesh" Aprea che stacca il suo record personale a Vallelunga, come Massimiliano De Caterini, anche lui al primo anno di gare.
Il Bagadesh Racing Team consolida quindi il suo secondo posto in classifica assoluta, alle spalle dell'inarrivabile MotoXRacing!
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Fotogallery del week end - gonbike.com
Risultati gara classe 600
Risultati gara classe 1000
Si ringrazia: gonbike.com
Partner tecnico: X-lite (Nolan Group)
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