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Michelin Power One
AST, MPC, CPT, 3CT, NST...
No, non mi si è inceppata la tastiera, questi sono solo alcuni degli acronimi delle nuove tecnologie utilizzate da Michelin nella creazione del suo ultimo pneumatico racing per moto: Michelin Power One!
Sono costretto ad ammettere che la mia diffidenza nei confronti dei pneumatici della casa francese era ormai radicata da vari anni, complice anche qualche esperienza non molto positiva, soprattutto in termini di sensazioni trasmesse dal pneumatico al pilota. E' opinione abbastanza diffusa che le Michelin non fossero in generale molto "comunicative": sicuramente gomme con un grip ai massimi livelli salvo poi, una volta raggiunto il limite, mollare improvvisamente la presa senza alcun avvertimento. Questo era probabilmente il motivo per cui solo i campioni riuscivano ad andare veramente forte con questi pneumatici, essendo gli unici in grado di capirli.
Adesso però, con Power One, Michelin ha deciso di cambiare direzione: un pneumatico per vincere le gare, quindi con tecnologie assolutamente innovative, che permetta però di avere sempre il controllo della situazione.

Una giornata in pista al Mugello è bastata per farmi capire che questa volta la mia diffidenza era assolutamente mal riposta, il Power One è un pneumatico che segna sicuramente un punto di svolta nella storia di Michelin e, molto probabilmente, anche nel mercato pneumatici racing. Senza scendere nei particolari, non voglio anticipare tutta la descrizione tecnica, in termini di prestazioni assolute i Power One non erano minimamente in dubbio! Ciò che invece a me stava più a cuore (e credo a molti), era capire se effettivamente fossero dei pneumatici che permettessero anche a dei non-campioni come il sottoscritto (nessuno aveva mai pensato il contrario ) di provare ad andare forte, non correndo il rischio di trovarsi in terra senza apparente motivo. Credo che Power One non potesse fornire risposta migliore al quesito: la comunicatività sembra essere proprio la sua caratteristica peculiare.
Il pneumatico anteriore, con il nuovo profilo a V permette un inserimento in curva fin troppo fulmineo, è necessario ritarare i propri paramentri di riferimento per le staccate, a meno di non volersi trovare a passare sistematicamente sul cordolo interno. Sempre grazie al profilo a V il pneumatico beneficia di una maggior superficie sulla spalla che si traduce in stabilità e appoggio per tutta la fase di percorrenza, senza un minimo segno di cedimento. Ma è in fase di apertura del gas che si apprezzano del tutto le nuove doti del Power One: dopo aver acceso il mio Traction Control mentale decido di "esagerare" un po' per cercare il limite, il motore sale di giri ma la moto non accelera in maniera proporzionale, la ruota posteriore sta leggermente derapando! Deliri di onnipotenza a parte, la sensazione è di controllo quasi assoluto della situazione, particolare decisamente non trascurabile quando si tratta di gestire almeno 150 cv.
Non credo di sbagliare dicendo che Michelin, con Power One, ha stabilito il nuovo punto di riferimento della categoria, ora è compito degli "avversari" stare al passo!
Carratteristiche tecniche:
Power One è prodotto in due versioni: quella scolpita da 17" (omologato anche per uso stradale) e la versione slick da 16,5" (ad uso esclusivamente racing di alto livello). Con le 16 mescole diverse e le 8 nuove tecnologie applicate, il Power One offre una possibilità di combinazioni incredibile per un pneumatico destinato anche all'utente non professionista.
NST (Near Slick Technology)
Praticamente una gomma slick, la percentuale di scultura del pneumatico è del 5% (il limite per ottenere l'omologazione stradale). Il disegno poi è stato studiato per avere il massimo della superficie della gomma a contatto col terreno nei punti più importanti: sulla spalla, per angoli di piega tra 40° e 60° e al centro, per la massima trazione in rettilineo.
AST (ASymmetric Technology) e 3CT (Three Compound Technology)
Con queste tecnologie derivate direttamente dall'esperienza degli anni passati in MotoGP, Power One 16,5" è il primo pneumatico asimmetrico normalmente in commercio. Ma cosa sono queste due teconologie e in che senso il pneumatico è asimmetrico? La tecnologia asimmetrica (AST) e quella a 3 composti (3TC) permettono di avere due mescole diverse una dall'altra sui fianchi, più un'altra ancora al centro. Il pneumatico sarà utilizzato quindi in base alle caratteristiche del circuito, cioè al numero di curve a destra e sinistra. Sul lato che dovrà affrontare meno curve la mescola sarà più morbida per entrare in temperatura velocemente e offrire il massimo grip, sull'altra spalla una mescola media per resistere alle maggiori sollecitazioni, e al centro una mescola più dura per le forti accelerazioni in rettilineo.
Per i pneumatici da 17" è utilizzata invece la tecnologia 2CT (Two Compound Technology) che prevede due mescole diverse, una media o morbida per le spalle e una più dura al centro.
MCP (Maximized Contact Patch)
Massimizzare la superficie della gomma a contatto con il suolo, questo è lo scopo della tecnologia MCP. Le nuove moto ipersportive di serie sviluppano potenze fino a qualche anno riservate ai prototipi, è necessario quindi che i nuovi pneumatici abbiano caratteristiche adeguate a queste evoluzioni e permettano di trasferire a terra tutti i cavalli sviluppati. Per ottenere ciò Michelin ha sviluppato delle nuove architetture che permettono una maggiore rigidità del pneumatico ma al contempo massimizzano l'area a contatto con l'asfalto. Questa soluzione si avvale di 4 tele carcassa sovrapposte (con cinture ad angolazioni differenti) per i pneumatici posteriori e di ben 5 anteriori per quelli anteriori!
Tutte queste tecnologie, insieme al CPT (Competition Profile Technology) che da' al pneumatico anteriore un profilo più "appuntito" per avere un inserimento più rapido, al SCT (Synthetic Component Technology) che utilizza l'esperienza della MotoGP per creare mescole che permettono alla gomma di entrare in temperatura immediatamente, e al SRT (Silica Rain Technology) che integra il silice nella normale mescola del pneumatico conferendogli così un ottimo grip anche col freddo o sul bagnato, sono il risultato di anni di ricerche e studi e, soprattutto, di esperienza diretta sulle piste di tutto il mondo con decine di migliaia di chilometri di test, in tutte le condizioni, condiverse moto e diversi piloti, per ottenere il massimo delle informazioni e dei risultati possibili!
Si ringrazia: Michelin Italia
Partner tecnico: X-lite (Nolan Group)
Si ringrazia per le foto: ABC Photo Agency
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