Peccato!!!

Già, peccato veramente, la trasferta nel tempio della velocità era iniziata con degli ottimi presupposti ma non si è conclusa altrettanto bene (come si può vedere dalle foto). Monza è un qualcosa di indescrivibile, il circuito è completamente immerso, e nascosto, nel parco, uno dei più grandi d'Europa, per cui l'atmosfera è decisamente particolare. Oserei dire che incute quasi timore, che richiede rispetto, soprattutto se si pensa che è il circuito più veloce, non solo tra quelli del nostro campionato ma tra quelli europei!
Non ho mai girato a Monza e il venerdì è quindi per me un giorno di "esplorazione" del circuito. Nonostante questo mi trovo subito a mio agio tra i lunghissimi rettilinei e i curvoni da fare in accelerazione. Fin dal primo turno le cose vanno ben oltre le mie aspettative totali, merito anche dei miei fidi "scudieri", nonché meccanici del Bagalino Racing Team.
Forti dell'esperienza del Mugello, siamo riusciti a trovare praticamente subito il set-up giusto per la moto, e i tempi sono scesi significativamente in maniera costante. Questa volta, al venerdì sera, non avevo la faccia da Melandri!
Il sabato mattina la tensione è un po' più alta, è il momento di cominciare a dimostrare qualcosa sul serio. Il primo turno passa veloce, il tempo finale è buono ma una situazione particolare inizia a delinearsi, il livello medio dei piloti quest'anno è decisamente più elevato. E la conferma arriva dopo il secondo turno in cui comunque sono riuscito a migliorare ulteriormente: con il tempo registrato, nell'edizione dello scorso anno la mia posizione nella griglia di partenza sarebbe stata nei primi dieci, quest'anno mi trovo a partire trentaquattresimo! Non ci scoraggiamo, sono sicuro che in gara sarà un'altra cosa.
Cosa ho scritto prima, che il sabato la tensione era più alta? Non so descrivere allora come é alla domenica mattina! La parola emozionato non rende l'idea, sono decisamente esagitato al solo pensiero della mia prima gara a Monza, un circuito che ho sognato fin da piccolo. Anche stavolta però, fortunatamente, tutto svanisce nell'istante esatto in cui infilo il casco e salgo in moto. Mi sento decisamente più determinato, e anche più conscio delle mie possibilità, me ne sono accorto fin dalle prove, dove ho studiato attentamente tutti gli avversari diretti.
Partenza! Non buona questa volta, la moto si impenna subito e non posso accelerare forte, riesco comunque a non perdere posizioni. La prima variante è veramente un imbuto, come fanno a passare le Formula 1 da li??? Loro non lo so, io passo sul cordolo e mi levo dai problemi!
Il ritmo sale subito e, incredibilmente, mi trovo ad effettuare subito più di un sorpasso, anche al curvone e alla parabolica. Si, mi sento decisamente in forma e, uno a uno, inizio a scalare posizioni fino a trovarmi in 24a al sesto giro. Rettilineo, prima variante, curvone, sto riprendendo i tre davanti a me, staccata della Roggia, mi sposto leggermente sull'interno e li passo tutti. In quel momento espongono le bandiere gialle, che faccio? Li lascio ripassare o faccio finta di niente? In fondo non avrei potuto non superarli, ormai ero arrivato troppo forte. Decido, troppo onestamente, di farli passare, alzo il braccio e rallento: uno, due, tre... cinque! No, così non va bene, ne avevo passati solo tre, non ci sto! In una frazione di secondo mi convinco che almeno gli ultimi due li devo ripassare subito ma, come si sa, la fretta è cattiva consigliera... Passiamo il traguardo, staccata della prima variante, la moto davanti a me è molto vicina, lui frena tanto, troppo, io invece sono già al mio limite e non posso fare altro che cozzare sulla sua fiancata e volare via... il resto è nelle foto...
Peccato, la gara stava andando decisamente bene, i tempi erano interessanti, avrei potuto forse chiudere nei primi 20 stavolta. Il bilancio finale, per me, è comunque decisamente positivo, sono migliorato tantissimo sotto tutti i punti di vista. Fortunatamente poi ci sono i compagni di squadra, Andrea Buccheri il numero 83 nella categoria Santander del Campionato RSeries e Valerio Rufoloni, il numero 88 nella Superbike Italiana, che non fanno come e pensano a portare a casa qualche risultato utile. Anche perché il prossimo appuntamento è sulla pista di casa (per tutti, piloti e team compreso), li non ce ne sarà per nessuno!