Ci riprovo!!!

Il Mugello ha sempre quel fascino particolare, saranno le colline toscane, sarà la strada che si percorre per arrivare in autodromo, sarà la stupenda giornata primaverile... Decidete voi, il Mugello rimane comunque uno dei più bei circuiti al mondo e, varcando la soglia d'ingresso, l'emozione è sempre tanta. Oggi non c'è molto tempo per pensare, solo il pomeriggio a disposizione per cercare di capire qualcosa, per cercare di sciogliersi e ricominciare a andare come un po' (troppo direi) di tempo fa. E cosa c'è di meglio per sciogliersi un po' se non affrontare subito qualche problema???
Nell'ordine, primo run e la leva della frizione che diventa improvvisamente "inutile": niente di che, si era allentato il dado che stringe il cavo. Secondo run, la moto non frena molto, direi quasi nulla: niente di che, pasticche solamente vetrificate! Terzo run, la Bucine è veramente una curva mozzafiato, a metà della sua discesa, mentre il casco sfiora l'asfalto, ti viene da pensare: "cavolo, in questa curva sei veramente sottosop..." e in quel preciso istante il casco inizia a toccare veramente l'asfalto, e non solo quello, anche tuta, guanti, stivali, moto, etc...
Morale della favola, alla Bucine non si deve aprire troppo presto, lezione imparata subito subito! Fortunatamente pochi danni e, a parte il morale un po' a terra per la cavolata fatta, si riprende dopo un'oretta grazie al prezioso aiuto di Marco e Andrea, i meccanici.

La moto finalmente inizia a dare soddisfazioni (per il pilota c'è da aspettare ancora), adesso ha un impianto frenante degno di tale nome e uno scarico nuovo che emette un rumore decisamente possente, al punto tale che, allla curva del Correntaio, non essendoci abituato, mi sono girato pensando ci fosse qualcuno che stesse per tamponarmi!
Le cose iniziano a girare, credo che con le sospensioni nuove che arriveranno a breve ci saranno ulteriori miglioramenti. Di sicuro c'è molto da lavorare, almeno da parte mia perché, pur avendo migliorati in tutti i circuiti i miei precedenti tempi, sono ancora un po' lontano dall'essere "competitivo". Il fattore gara sarà comunque decisivo, in quei momenti si superano tutte le proprie paure, l'istinto di sopravvivenza viene meno e i tempi sicuramente si abbasseranno!

Si comincia!!!

Come cosa? Non l'avete sentito in tv? Non leggete i giornali? E' la notizia in prima pagina ovunque: "SimoneBB come sparring partner nella R6 Cup"! Probabilmente Luca Scassa avrà pensato proprio questo domenica scorsa, quando mi ha passato ovunque, anche nella corsia dei box...

Devo dire che anch’io non la penso molto diversamente, faccio ancora molta fatica a immaginarmi come "pilota vero" in mezzo a persone di cui finora avevo veramente solo letto sui giornali o che al massimo avevo incontrate nel paddock. Ebbene domenica scorsa ho avuto il mio battesimo, che potrei definire di fuoco visti i piloti (stavolta veri) con cui mi sono dovuto confrontare subito. Ma in fondo io ero andato solo per fare il rodaggio alla moto... e poi era tutta originale... non aveva neanche le pedane rialzate... neanche i tubi in treccia... non dovevo stressare troppo il motore... erano quattro mesi che non salivo in moto... Come dite? Non regge? Sono le classiche "scuse del fermone"?

La temperatura era decisamente rigida, non ricordo un'altra giornata così fredda quest'inverno. Fortunatamente c'era un bellissimo sole che, nei rari momenti in cui il vento calava, provava a riscaldare un po' le nostre stanche membra. Malgrado il clima, il paddock di Vallelunga era a dir poco gremito di gente, furgoni, tir, moto e stand. Sembrava quasi una giornata di test ufficiali: difatti coincideva proprio con i test IRTA (peccato mancasse la BMW in palio).

Ricordo pochi altri momenti in cui sono stato così emozionato, la notte tra sabato e domenica credo di aver dormito massimo tre ore…Tutto è sparito appena seduto sulla moto, l'emozione si è trasformata in piacere, oserei quasi dire godimento. La R6 2008 è qualcosa di unico, decisamente diversa dalla precedente, a partire dalle forme del cupolino e del codino, per passare al motore, fino alla posizione di guida molto più caricata sull'anteriore, come piace a me. Lo scarico originale non permette di gustare appieno il grido ma lascia immaginare quale possa essere la sua "musica" in configurazione trofeo o, magari, Supersport. Senza scendere nei particolari, mi sento di dire che tutta la configurazione originale della moto è studiata per permettere di andare abbastanza forte fin da subito, senza dover aggiungere nulla. Le uniche cose, a mio parere necessarie, sono le pedane rialzate. Quelle originali arrivano a terra troppo presto, e a me non piace la sensazione di strusciamento del piede/pedana, evoca la brutta percezione di cadere.

Il bilancio della giornata è di certo positivo, l'obiettivo era prendere confidenza con la moto, ricominciare a provare certe sensazioni e cercare di capire in che direzione muoversi. Ecco, questi erano i nostri traguardi e li abbiamo raggiunti! Cosa importa poi se Scassa deve mettere le saponette anche sui gomiti mentre io fatico a toccare col ginocchio in terra...